top of page

title. uffici Azienda Diritto allo Studio Universitario Regione Campania (ADiSURC) e mensa Campus di Baronissi (Sa)

importo dei lavori: euro 3 483 567,67

Dualità funzionale e spaziale: uffici istituzionali e spazio “in divenire” per gli studenti.

Il progetto nasce dall’incontro tra due logiche opposte ma complementari: quella dell’istituzione, organizzata e controllata, e quella dello studente, libera, mutevole e in continua trasformazione. Questa dualità non è vista come contrapposizione, ma come motore progettuale: l’edificio diventa un luogo in cui la precisione e l’efficienza degli uffici si confrontano con la spontaneità e la vitalità della vita studentesca.

Gli uffici dell’Azienda sono progettati secondo un linguaggio di razionalità e trasparenza. La loro organizzazione ortogonale, centrica e modulare riprende la geometria strutturale dell’edificio e la traduce in un sistema chiaro, efficiente e leggibile. Pareti vetrate, percorsi diretti e un “centro” informale di relazione rendono lo spazio funzionale, ma anche comunicativo: l’istituzione si mostra, non si nasconde. La sala riunioni, con il suo volume vetrato, non solo definisce l’area operativa, ma diventa un segno visibile dal percorso di ingresso, un manifesto della presenza istituzionale che lavora con e per gli studenti.

La sala della Mensa, al contrario, è pensata come spazio “in divenire”: non un luogo statico, ma un ambiente aperto alle trasformazioni, alle esigenze e ai ritmi della comunità studentesca. Qui la geometria si rompe, i flussi non sono imposti ma emergono spontaneamente, e lo spazio si apre verso il giardino, diventando una sorta di estensione interna del paesaggio. La mensa non è solo un luogo di consumo, ma un laboratorio di socialità, un’aula informale che può accogliere studio, incontri, eventi, proiezioni, momenti di pausa e convivialità.

La contrapposizione tra i due ambiti è dunque il punto di forza del progetto: da una parte la disciplina, dall’altra la libertà; da una parte l’ordine, dall’altra l’imprevisto. Ma la vera innovazione è che queste due polarità non si isolano: si incontrano e si influenzano. La reception, posta al centro, è l’elemento di connessione tra le due anime dell’edificio: separa ma collega, distingue ma rende possibile il dialogo. È qui che l’istituzione si fa accessibile e lo studente si sente accolto, riconosciuto e supportato.

In questo senso, la sala mensa assume una funzione simbolica e progettuale: è lo spazio che rappresenta lo studente, con la sua natura non lineare, con i suoi ritmi mutevoli e la sua esigenza di libertà. L’architettura si adegua a questa condizione attraverso una composizione fluida, capace di lasciare spazio alle relazioni e alle pratiche quotidiane. La sala diventa quindi un “campo aperto”, dove i punti di vista si moltiplicano e le esperienze si sovrappongono, trasformando l’ambiente in un organismo vivo.

La dualità tra uffici e mensa non è solo un tema funzionale, ma un modo di interpretare la relazione tra istituzione e comunità studentesca. Gli uffici rappresentano la struttura, la disciplina e il supporto organizzativo; la mensa rappresenta la vita, la condivisione e la crescita personale. L’architettura, in questo progetto, costruisce un equilibrio dinamico: due mondi diversi che convivono, si guardano, si contaminano e, insieme, definiscono un luogo di qualità, capace di essere “istituzione” senza essere distante, e “spazio studentesco” senza essere caotico.

Functional and Spatial Duality: Institutional Offices and the “Evolving” Student Space

The project originates from the encounter between two opposing yet complementary logics: that of the institution, organized and controlled, and that of the student, free, changing, and continuously evolving. This duality is not viewed as a contradiction, but as a design driver: the building becomes a place where the precision and efficiency of the offices meet the spontaneity and vitality of student life.

The company offices are designed according to a language of rationality and transparency. Their orthogonal, centered, and modular organization reflects the building’s structural geometry and translates it into a clear, efficient, and legible system. Glass partitions, direct circulation, and an informal central area create a functional yet communicative environment: the institution is visible and accessible rather than hidden. The meeting room, with its glazed volume, not only defines the operational area but also becomes a visible sign from the entrance route—an emblem of institutional presence working with and for students.

The canteen hall, in contrast, is conceived as an “evolving” space: not a static place, but an environment open to transformation, adapting to the needs and rhythms of the student community. Here geometry breaks down, flows are not imposed but emerge spontaneously, and the space opens toward the garden, becoming an internal extension of the landscape. The canteen is not merely a place for meals, but a laboratory of sociality—an informal classroom capable of hosting study sessions, meetings, events, screenings, breaks, and convivial moments.

The contrast between the two areas is therefore the project’s strength: discipline versus freedom; order versus unpredictability. Yet the real innovation lies in the fact that these two polarities do not remain isolated—they meet and influence each other. The reception area, placed at the center, acts as the connecting element between the building’s two souls: it separates while linking, distinguishes while enabling dialogue. It is here that the institution becomes approachable, and the student feels welcomed, recognized, and supported.

In this sense, the canteen hall assumes a symbolic and design role: it represents the student, with their non-linear nature, changing rhythms, and need for freedom. Architecture adapts to this condition through a fluid composition that leaves room for relationships and everyday practices. The hall thus becomes an “open field,” where viewpoints multiply and experiences overlap, transforming the environment into a living organism.

The duality between offices and the canteen is not only a functional theme, but a way of interpreting the relationship between institution and student community. The offices represent structure, discipline, and organizational support; the canteen represents life, sharing, and personal growth. In this project, architecture builds a dynamic balance: two different worlds coexisting, observing each other, contaminating each other, and together defining a place of quality—capable of being an institution without being distant, and a student space without being chaotic.

MTa

© massimiliano tinnirello architect

bottom of page